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Il Soprintendente per i Beni Storico-Artistici e Etnoantropologici della Calabria, Dott. Fabio De Chirico, visita Maida. Conseguentemente alle numerose segnalazioni e sollecitazioni di urgente intervento sui beni storico-artistici del centro storico, inviate dall’Associazione Italia Nostra, sezione di Catanzaro, il Soprintendente prende visione dello stato di conservazione dei beni comunali ed ecclesiastici. Nell’occasione gli rivolgiamo alcune domande a carattere locale e regionale.
A seguito del sopralluogo effettuato a Maida, quali osservazioni sullo stato di conservazione dei beni culturali del centro storico? Il mio sopralluogo a Maida è stato sollecitato più volte dalle molte segnalazioni, circa il degrado dei beni storico-artistici del centro storico, pervenute dall’Associazione Italia Nostra, che hanno delineato la gravità della situazione soprattutto rispetto ad alcuni siti importantissimi come per esempio palazzo Vitale. Avendo fatto un giro nel centro storico, in generale, devo dire che sicuramente c’è una trascuratezza da parte dell’Amministrazione rispetto alla cura e alla conservazione del patrimonio edilizio e del patrimonio monumentale con una serie di vere e proprie brutture che si sono realizzate nel corso del tempo: infissi in alluminio, piuttosto che il rifacimento di edifici che erano in pietra oggi sono rifatti in cemento armato. Tutto ciò richiederebbe una maggiore attenzione e collaborazione da parte del Comune con le Soprintendenze e con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria. Quello che posso segnalare del centro storico di Maida è appunto il dover operare in una situazione di emergenza. Non c’è, in realtà, una politica culturale di manutenzione e di salvaguardia costante, ma c’è una situazione di abbandono. Per quanto riguarda, invece, i siti di proprietà degli Enti ecclesiastici e della Curia si registra una maggiore attenzione, evidente nel semplice fatto che molte opere siano state spostate dalle chiese più fatiscenti e portate nella chiesa madre per poterle conservare. Ulteriore segnalazione che vorrei fare è che ci vorrebbe, nella realtà di Maida, un modo di operare molto più compatto e più stretto tra i vari attori. Quindi un coinvolgimento del Comune, della Curia, di Italia Nostra, delle Associazioni culturali e delle Soprintendenze che dovrebbero lavorare più a stretto contatto. Chiaramente al Comune spetterebbe il ruolo di maggiore coordinamento. Pertanto io sollecito vivamente il Sindaco, piuttosto che l’Assessore alla Cultura, ad attenzionare questo problema senza addurre giustificazioni circa la mancanza di disponibilità da parte delle Soprintendenze, da parte degli altri Enti e Associazioni. Se non si faranno questi passi, la responsabilità diretta sarà da parte del Comune che è l’Ente locale direttamente responsabile del territorio.
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